lunedì 24 maggio 2010

Lista Ospiti Confermati

Carissimi amici, a poco meno di 50 giorni dalla data del "Sì" diamo inizio alla lista di coloro che hanno confermato la presenza.
Faremo il possibile per tenere questo post sempre aggiornato. Voi dateci un'occhiata :)

PESARO e DINTORNI

02. Angela e Marco
03. Alessandra Palmieri
05. Fabio e Elisa
07. Mattia e Katiuscia
08. Francesco Pierini
09. Erica Masserano
10. Francesco Soricelli 
11. Giovanni De Simoni
12. Alessandro Liuti
14. Fabrizio e Silvia
15. Luca Della Martera
16. Ermes Bichi
17. Filippo Giovanelli
18. Bertuccioli Matteo
20. Marco e Gaia
21. Alberto Ginepro
23. Filippo e Ilaria
25. Giacomo e Anna
27. Luigi e Maja
28. Luca Piraccini
29. Mattia Crescentini
30. Andrea Albertini
31. Valentina Arruzzo
32. Christelle De Saint Maurice
33. Andrea Monsagrati
34. Diego Quarta
36. Pierpaolo e Serena
37. Beatrice Imperato
39. Nicola, Paola, Agata
40. Marta
41. Rossella
43. Jennifer e Francois
44. Andrea Delliquatri
45. Laura Sicolo
47. Nicole e Luca
49. Raffaele e Orietta
50. Padre Fabio
51. Raffella Amadio
53. Gabriella e Giovanni
55. Paola e Stefano

SAN MARCO & Co.

01. Enzo
02. Michele
03. Giampio
04. Giuseppe
05. Liberato
06. Antonio
07. Celestino
08. Fedele
09. Antonietta
10. Michele Capuano



martedì 18 maggio 2010

Dove festeggeremo


Molti di voi hanno chiesto dove si svolgeranno i festeggiamenti. Ebbene, eccovi accontentati.
Villa Canonico è un rustico immerso nel verde poco fuori Baselice, un piccolo paese in provincia di Benevento, a circa 30 km da San Marco la Catola. Volevamo un luogo dove festeggiare sfruttando anche gli spazi all’aperto e questo ci è sembrato il posto ideale.

La festa prevede tre momenti:
1)    L’arrivo al ristorante con buffet di antipasti allestito in giardino e a bordo piscina.
2)    Le portate principali servite in sala.
3)    Il buffet di dolci con il taglio della torta da gustare nuovamente in giardino. Il tutto sarà accompagnato da musica selezionata da frizzanti DJs pesaresi! 

Il menù comprende portate di carne e pesce, ma se avete qualsiasi esigenza (intolleranze, allergie, bambini piccoli,…) e seguite un preciso stile alimentare (vegani, vegetariani,…) fatecelo sapere e faremo in modo di assicurarvi un menù adeguato.

Ricordiamo anche di darci conferma della vostra presenza entro fine mese (31 Maggio 2010) in modo da permetterci di organizzare al meglio gli alloggi.

Vi aspettiamo!

domenica 2 maggio 2010

Inviti e invitati

Carissimi amici, abbiamo quasi ultimato la consegna degli inviti. E' giunto quindi il momento di pubblicare alcune informazioni utili.

L'INVITO

Superato il momento di indecisione iniziale per aprirlo con la paura di romperlo o aprirlo di fronte a tutti con il timore che si scatenasse chissà quale imbarazzo, l'invito ha riscosso un inatteso successo.
Ebbene diciamolo, il viola non è proprio un colore da matrimonio, ma dato che la superstizione non è mai stata il nostro forte, abbiamo seguito i nostri gusti, scegliendo quello che più ci piaceva e che fosse gradevole dal punto di vista estetico. Non c'è un significato particolare dietro all'accostamento se non che il viola è anche il colore dell'attesa e il turchese è il colore che va di moda quest'anno!

A chi non fosse ancora arrivato, o non l'avesse ricevuto chiediamo di avvisarci per poter provvedere ad un ulteriore invio.
A coloro che invece hanno già ricevuto l'invito, chiediamo gentile conferma entro e non oltre Sabato 15 Maggio 2010.

IL VIAGGIO

La seconda informazione riguarda l'organizzazione del viaggio per gli ospiti che verranno a San Marco la Catola. A prescindere dalla crisi e dal caropetrolio, crediamo sia cosa buona e giusta ridurre il più possibile le automobili in circolazione (meno inquinamento e traffico) e allo stesso tempo ridurre i costi del viaggio. Per ora la soluzione migliore cade sul noleggio di pulmini, poiché questi consentono di viaggiare senza vincoli di orari, arrivare direttamente sul posto e dividere le spese secondo il numero dei passeggeri. Questo è l'indirizzo dell'agenzia che abbiamo contattato e che ci sembra vicina alle nostre esigenze:

EUROTRAVEL
Via Pisacane, 124
Fano
+39 0721 806779
+39 329 3808011

info@autonoleggieurotravel.it
http://www.autonoleggieurotravel.it/

Questo è uno schema di quello che ci hanno proposto:

Pulmino Mercedes Vito
- 9 persone + 1-2 bambini (max 10 anni)
- A/C di serie
- Vetri oscurati
- Sedili reclinabili
- Assicurazione
- Provvisto di un pieno Diesel

200,00 Euro (a pulmino)

I mezzi si possono noleggiare dal pomeriggio di Venerdì 9 Luglio al pomeriggio di Domenica 11 Luglio. La prenotazione va fatta entro la metà di Giugno.

Ovviamente, chiunque è libero di scegliere la soluzione che meglio si presta. Il nostro consiglio è quello di evitare il più possibile inquinamento, traffico e sperpero di denaro. Indicazioni e dettagli su come raggiungere San Marco saranno pubblicati nei prossimi aggiornamenti.

LA LISTA NOZZE

Molti di voi sapranno del nostro progetto di vita in Danimarca. Ebbene sì, per chi non lo sapesse ancora, dopo sposati e una volta tornati dal viaggio di nozze, partiremo per una nuova vita a Copenhagen.
Dunque siamo dell'idea che trasferirsi con lavatrici, frigoriferi, servizi di piatti, lampade, televisori, ecc. dentro un'utilitaria non sia proprio comodo e pratico.
Per questo non abbiamo aperto una lista nozze ma chiunque volesse aiutarci a realizzare il nostro sogno può farlo con un pensiero in busta.


mercoledì 21 aprile 2010

I fantastici 4

ALESSANDRA detta B-Dee (si pronuncia bidi!)
Testimone: sposa
Età: 21
Professione: Studentessa
Luogo: Bologna
In breve: In un'altra vita era una coccinella, parla lo spagnolo ma non il sammarchese, dormire è la sua più grande aspirazione
Reazione alla proposta di diventare testimone:




MATTIA detto Lolli (che poi è il suo cognome)
Testimone: sposa
Età: 25 
Professione: Impiegato 
Luogo: Hong Kong
In breve: Era il preferito della prof. d'inglese delle superiori, adora le armi, ama la Cina ma non le cinesi (forse...)
Reazione alla proposta di diventare testimone:





ANGELA detta Scummy
Testimone: sposo
Età: 21
Professione: Studentessa
Luogo: Urbino
In breve: Ha un debole per le alci, annusa tutto quello che pensa di voler mangiare, detesta la pizzica salentina
Reazione alla proposta di diventare testimone:






















FABIO detto Otta (o Supah)
Testimone: sposo
Età: 30
Professione: Web designer
Luogo: Pesaro
In breve: Adora girare in bici e suonare il basso, ama i bull terrier e le ali di pollo fritte. Non fatelo arrabbiare!
Reazione alla proposta di diventare testimone:

martedì 13 aprile 2010

Pesaro (il paese dello sposo)


"Signori gentilissimi / sti giorne a jò impared
che i versi miei vernacoli / i è poch desidered
perché si stenta a leggere / ste mi dialett bsares.
Non tutti lo capiscono / parchè l'è mezz frances"
(Odoardo Giansanti, Abbasso i critici: poesia moderna, 1895)



Pesaro è una città posta a nord dell'Italia centrale, capoluogo con Urbino della provincia di Pesaro e Urbino. Con i suoi 94.431 abitanti Pesaro è la seconda città per popolazione della regione Marche, dopo il capoluogo Ancona.

Il più antico insediamento dell'area di Pesaro è il villaggio piceno di Novilara, posto sul Colle Ardizio. Questo insediamento è uno dei più antichi tra gli abitati piceni ed era tra i pochi posti, insieme a Numana ed Ancona, nei pressi del mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di un torrente.

Il 2 settembre del 31 avanti Cristo, nella battaglia di Azio, Caio Giulio Cesare Ottaviano sbaraglia gli eserciti di Antonio e Cleopatra, e si avvia a divenire Augustus. Un paio di anni dopo, Ottaviano rifonda Pisaurum (dal nome latino del fiume Foglia Pisaurus). Lo testimonia il titolo attribuito alla ridente cittadina: Colonia Iulia Felix Pisaurum. Pisaurum diventa colonia Iulia, ovvero si riempie di veterani di Ottaviano. Fino a quel momento Pisaurum era stata mèta prediletta dei coloni di Antonio. Ora, quel Colonia Iulia Felix Pisaurum racconta che Antonio è morto e che Ottaviano regna incontrastato. Ma non dice solo questo: nelle mani di Ottaviano, oltre che Iulia, Pisaurum diviene Felix, “fortunata”, epiteto di buon augurio. Pare, infatti, che ce ne fosse un gran bisogno.

Moribunda Pisaurum

Nemone in tanto potuit populo esse, Iuuenti,
bellus homo, quem tu deligere inciperes.
Praeterquam iste tuus moribunda ab sede Pisauri
hospes inaurata palladior statua…

Possibile che fra tanti non vi fosse, Giovenzio,
un uomo di mondo che tu desiderassi amare,
se non questo tuo ospite venuto dalla 
moribunda Pesaro,
più pallido di una statua dorata?

Chi è il misterioso uomo di mondo, bellus homo, che sottrae a Catullo la compagnia dell'ambito Giovenzio? Di lui, per ora, sappiamo solo che viene da Pisaurum, e che è "più pallido di una statua dorata", inaurata palladior statua. Ma è qualcos'altro ad attirare l'attenzione: quell'aggettivo che Catullo getta su Pisaurum, moribunda: "destinata a perire".

La prima fondazione di Pisaurum risale al 184 avanti Cristo. Stando a quanto dicono i Romani dell’era repubblicana, Pesaro è luogo poco raccomandabile. Pare che Silla abbia colonizzato queste regioni, e si parla di un forte coinvolgimento dei Pesaresi nella congiura di Catilina. Cicerone definisce il pesarese Mevulano, ovviamente catilinario, “uomo dissoluto”, e ci parla anche di un certo Instesio, un bagnino che si era riciclato da ladro. Va bene: i Pesaresi son truci, ai Romani non piacciono. Ma questa fama giustifica il moribunda di Catullo? Addirittura “destinata a perire”? E in caso, Pisaurum è moribunda perché i Pesaresi sono truci o i Pesaresi sono truci perché Pisaurum è moribunda?
In effetti, oltre ai personaggi moralmente discutibili, nella moribunda Pisaurum ci sono anche i presagi nefasti. Nel 163 avanti Cristo, appena 21 anni dopo la fondazione, una specie di disco solare splende nel cielo notturno di Pisaurum: non è una bella cosa: secondo l’ordine cosmico, secondo un ciclo immutabile, il sole splende di giorno: il fenomeno è un chiaro sintomo di ribaltamento, di rivoluzione. Nella notte del 97 avanti Cristo un boato si alza dalle viscere della terra e, senza che sia percepibile alcuna scossa tellurica, i merli delle mura cadono uno a uno. Prodigi che annunciano che qualcosa di terribile sta per accadere. E sei anni dopo, nel 91 avanti Cristo, a Roma, il tribuno della plebe Marco Livio Druso, viene assassinato sulla porta di casa. Hanno inizio le guerre civili.

Torniamo a Catullo e alla prima delle nostre domande: con chi ce l'ha? Secondo il Professor Braccesi ci sono ben pochi dubbi: il suo rivale è Marco Livio Druso Claudiano, pesarese, salottiero, e figlio adottivo di quel Marco Livio Druso il cui omicidio ha segnato l’inizio delle guerre civili. Ora, questi Drusi discendono dal primo Druso, il quale doveva il suo nome al nemico che sconfisse: Drauso, un forte capo dell’Ager Gallicus, il territorio italico dove, fino a due secoli prima, erano stanziati i Galli Senoni: un territorio che, sulla costa adriatica, andava da Sena Gallica, oggi conosciuta come Senigallia, ad Ariminum, oggi conosciuta come Rimini. Quello stesso Ager Gallicus da cui erano partiti i Galli che avevano saccheggiato Roma, e che erano infine stati sconfitti da Furio Camillo, il quale si era ripreso l’oro predato. E con quella vecchia faccenda dell'oro gallico, secondo Catullo, hanno a che fare sia la moribunda Pisaurum, sia Marco Livio Druso Claudiano, che è “più pallido di una statua dorata”.

Il rivale pesarese di Catullo, Marco Livio Druso Claudiano, fu il padre di Livia Drusilla, che fu moglie di Ottaviano Augusto, nonché madre del futuro imperatore Tiberio e dell'ennesimo Druso, un Druso che fu a sua volta padre di Claudio, nonno di Caligola, bisnonno di Nerone. E visto che in questa storia niente sembra per caso, Marco Livio Druso fu anche, probabilmente, il fratello naturale di Clodia, quella Clodia che, con il nome di Lesbia, Catullo amò e odiò. 


Gioachino Rossini


Gioachino Rossini, o Gioacchino, è stato un compositore italiano. La sua attività ha spaziato attraverso vari generi musicali, ma è ricordato soprattutto come uno tra i più grandi operisti della storia.
Alla sua figura è dedicato l'annuale Rossini Opera Festival e la sua opera è tutelata dalla Fondazione Rossini di Pesaro.

Oreste Ruggeri


"Quanta più severità e pene i governi seminano, tanto più odio e ire raccolgono."
 
In Oreste Ruggeri c'è tutto. Tutto quello che si può prendere a esempio, tutto quello che si può fare. È un monumento all'essere umano, all'intraprendenza, al senso di giustizia, all'entusiasmo. Non c'è da essere divini: scordatevi lo stagliarsi classico di Perticari, il genio assoluto di Rossini, e anche quella santità rurale che la poesia e la povertà conferiscono a Pasqualon. Niente di tutto ciò: nato a Urbino nel 1857, ma pesarese nel di dentro, Ruggeri era un veterinario e un commerciante: era uno normale...


Ferruccio Mengaroni

 
Nato a Pesaro nel 1875 Ferruccio Mengaroni inizia la sua attività di ceramista, allievo di Telesforo Bertozzini, Cesare Gai e Romolo Bezzicheri, presso i laboratori della manifattura ceramica "Molaroni" di Pesaro. Grande maiolicaro e decoratore nel 1908 entra in possesso delle ricette, con le formule per la preparazione degli impasti, delle vernici, dei colori e dei sistemi di cottura, del ceramista del XVI secolo Cipriano Piccolpasso e ben presto, nella sua piccola fornace di via Castelfidardo a Pesaro, raggiunge, nelle sue riproduzioni di maiolica antica, risultati di una perfezione mai raggiunta da alcuno.
Il 13 maggio 1925 Ferruccio Mengaroni muore, durante le fasi dell'allestimento della II Biennale di Arti Decorative di Monza, travolto da un suo enorme tondo in maiolica policroma raffigurante il volto di Medusa e oggi conservato nell'ingresso del Museo della Ceramica di Pesaro.


Pasqualón 

 

Odoardo Giansanti, detto Pasqualón, è stato un poeta italiano. Quasi cieco, sciancato, con una tuba nera in testa e una lunga palandrana, ricco solo del proprio umorismo, con voce tonante declamava versi dialettali per le strade di Pesaro. Pasqualón, divenuto il cantore del popolo pesarese, veniva da tutti accolto con simpatia, e viveva di quel poco che gli donavano. La gente lo ascoltava con rispetto, forse anche per la sua figura e la voce corposa che si imponevano all’ascolto dei passanti.

Grazie a Jago per le fonti pesaresi del Resto.


domenica 28 marzo 2010

San Marco la Catola (il paese della sposa)


"Or avvenne...di vedere dei cavalieri
correre qua e là per l'aria,
vestiti di tela dorata,
armati di lancia
come soldati a cavallo"
(1 Macc. 5,2)

Il Paese


San Marco la Catola (FG) è un comune di circa 1.100 abitanti, situato sul Subappennino dauno a 686 mt s.l.m., al confine tra le province di Foggia (da cui dista 56 km), Campobasso (a 30 km) e Benevento (48 km).
Esso prende il nome da San Marco Evangelista e dal torrente Catola.

Il paese fu fondato da alcuni reduci della sesta crociata, fatti prigionieri in Terra Santa e liberati da Federico II nell’anno 1228, dopo la Presa di Gerusalemme. Costoro seguirono il Re in Puglia e si stabilirono sulla collina dove sorge il San Marco.
A questa tradizione si intreccia un'altra leggenda, secondo la quale gli ex prigionieri avrebbero portato da Gerusalemme un bassorilievo (di pittore tardo-bizantino) della Madonna, e precisamente quello che attualmente si venera col titolo di Santa Maria di Giosafat nella chiesa annessa al Convento dei Cappuccini.

Non si sa molto sull’origine del paese, ma si pensa che esso rimase libero fino all’avvento degli Angioini, per poi passare agli Aragonesi.

Stando ai documenti ufficiali, nel 1441 San Marco fu affidato, da Re Alfonso I d’Aragona, a Leone di San Agapito, proveniente da una nobile famiglia di Lucera. Successivamente il feudo passò alla famiglia Gaetani, nel 1505, in seguito al matrimonio tra Midea di S. Agapito e Carlo Gaetano, della famiglia dei Gaetani d’Aragona.
Nell’anno 1637 il feudo di San Marco fu elevato a ducato e Francesco Gaetani d’Aragona fu nominato primo Duca di San Marco. Il ducato venne poi ereditato da Violante, ultima discendente dei Gaetani, che sposò Pompeo Pignatelli, portando in dote il feudo di San Marco.
I Pignatelli mantennero il feudo sino al 1821. In quell’anno Giovanni Pignatelli rinunciò al ducato vendendo i terreni alla famiglia Veredice di San Marco e l'antico castello a Nicolangelo Gipriani, anch’esso di San Marco, per la somma di 1.000 ducati. In seguito il castello è stato acquistato dal Cavalier Francesco Ferrara, attuale proprietario, a cui si devono numerosi interventi di consolidamento, che hanno permesso alla struttura di conservarsi fino ad oggi.

La Galetta o Jalétta


Il tradizionale gioco che si pratica a San Marco nel mese di Agosto, è una competizione equestre che si aggira intorno ad un contenitore dalla storia complessa: la jalétta, cioè galétta.

Il vocabolo galèda sta ad indicare una sorta di bigonciòlo; in alcune zone, tra cui il Gargano era in uso anche il maschile galetto, così in calabrese c'è gajettu. Ed è proprio un autore calabrese che ci dà la definizione chiave: vaso di legno a doghe per mungervi e tenervi il latte... dal greco gala=latte.

I partecipanti a tale gioco devono cavalcare un cavallo regolarmente sellato e variamente addobbato. Il cavaliere che riesca ad infilare la punta della verga nel foro posto al di sotto della jalétta, mentre avanza acquista 5 punti, procedendo al trotto guadagna 3 punti, andando al passo si aggiudica solo 1 punto. Quando la punta della verga fallisce, colpendo la jalètta, sospesa ad un filo orizzontale in alto,  questa con lo spostamento così provocato, riversa l'acqua di cui è piena sul cavaliere e sul cavallo.

Negli ultimi anni il numero dei rioni partecipanti è aumentato da 5 a 7; questo è dovuto alla riscoperta del gioco da parte dei giovani. Infatti dal 2003 i rioni partecipanti sono: port'ammont (porta a monte), port'abbasc' (porta a basso), sant'Laurenz (San Lorenzo), u giardin (il giardino), stank(a) cavall (stanca cavalli), vianov d'sot (via nuova di sotto), vall saccon (valle saccone).

Vi aspettiamo!

giovedì 25 febbraio 2010

Save the Date

Poi non dite che non ve l'avevamo detto!




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